Cosa dicono di noiLA LOCANDA DELLA CUPA di Massimo Maisetti
... LA CUPA
Nel cuore del Salento si trova una depressione carsica chiamata "La Cupa",
tanto ampia da includere i centri abitati di Lecce, Novoli, Campi
Salentina, San Donaci, Copertino, San Donato, Lizzanello, Arnesano,
Monteroni, San Pietro in Lama, Lequile e San Cesario. Il punto più
basso è a soli 19 metri sul livello del mare.
I primi a popolare
quest'area furono i Messapi che approdarono dalle coste dell'Illiria e
risalirono nell'interno dell'antica Rudiae. Dall'oriente poi giunsero i
Greci, che nel 5° secolo a.C. tracciarono nuove strade, collegando
l'asse Gallipoli-Porto Cesario-Taranto a Rudiae e Lupiae, evitando gli
impaludamenti dei punti più bassi.
Uno dei percorsi più frequentati
fu la via vecchia da Lecce a Copertino, che ancora oggi parte dai
pressi dell'ex convento dei Domenicani, traversa la zona archeologica
di Rudiae, scende nella valle della Cupa e costeggia l'Istituto Tecnico
Agrario "G. Presta" fino a San Pietro in Lama.
Tra il Settecento e
l'Ottocento, grazie alla fertilità dei terreni coltivati a vigneti e
oliveti, le vecchie torri di difesa e di avvistamento lasciarono posto
a masserie, ville e casini di campagna, alcuni purtroppo in degrado,
altri ristrutturati con intelligenza e buon gusto.
... e LA LOCANDA DELLA CUPA
Chi
del Salento volesse conservare un ricordo tale da soddisfare tutti i
cinque sensi, oltre ai due mari Ionio e Adriatico, dovrebbe ricercare
qualcosa di particolare. La vista, per esempio, potrebbe fermarsi ad
ammirare certe nuove masserie in grado di legare il presente al
passato, il verde delle palme e degli ulivi alla pietra di Lecce,
guardando alla semplicità e all'armonia dell'insieme. L'udito, tra le
spiagge trasformate in discoteche, radioline ad altissimo volume,
automobili con amplificazione superiore al rumore di un turbo jet,
piazze che la generosità degli assessori ha arricchito di troppi
decibel, avrebbe bisogno di quel silenzio che è diventato merce rara.
La scrittrice Stella Barsi rimpiange "certi bisbigli sulle porte delle
case, dialoghi leggeri tra strada e finestra, pianti infantili dietro
una porta, un sospiro nascosto, una risata di donna, il rintoccare
delle ore..." e chiede: "A quando un concerto per notte sola e buio ben
temperato?".
Una risposta c'è e la si trova facilmente percorrendo
la provinciale da Lecce a Copertino fino a San Pietro in Lama. Una
volta attraversato il centro abitato, appena passata l'ultima rotonda,
occhio al cartello "La Locanda della Cupa" ben visibile sulla destra.
Si supera il cancello a sinistra e si entra in un'oasi di pace.
Qui
si possono esercitare l'odorato, il gusto ed il tatto con un approccio
selettivo a una realtà gradevole per più motivi. Per l'olfatto conviene
stare sotto il vento per cogliere gli aromi più delicati di una cucina
ben curata. Il gusto trova risposte adeguate in un menù fatto di
cultura, tradizione e raffinatezze.
Il servizio è veloce e simpatico, il prezzo contenuto.
L'autore - Flavio Valentino - merita d'essere segnalato alle guide di questo nostro ancora Bel Paese.
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